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venerdì 17 maggio 2013

20enne disonora il marito, il padre la giustizia davanti a 300 persone


Una donna afgana è stata uccisa dal suo stesso padre di fronte a una folla di 300 persone dopo essere stata accusata di disonorare la sua famiglia con la fuga dal marito. La vittima, conosciuta solo come Halima, era di un’età compresa tra 18 e 20 anni, e aveva due figli, secondo quanto riportato da Amnesty International.
Halima era fuggita con un cugino, mentre il marito era in Iran. Ma dieci giorni dopo è ritornata dalla sua famiglia a Kookchaheel, nel quartiere Aabkamari della provincia di Badghis a nord-ovest. Suo padre ha richiesto la consulenza degli anziani del villaggio e tre di loro hanno emesso un parere negativo ordinando che la ragazza venisse uccisa pubblicamente. Halima è stata uccisa il 22 aprile. Non si sa cosa sia successo a suo cugino, che non è stato identificato. Suo padre e i tre anziani, che sono tutti presumibilmente legati ai talebani, sono fuggiti. 
Horia Mosadiq, di Amnesty International Afghanistan ha detto: “La pratica è profondamente scioccante, le donne che vengono sottoposte a violente “punizioni”, tra cui l’omicidio, pubblico o privato, deve finire. Le autorità in tutto l’Afghanistan devono garantire che gli autori di violenze contro le donne siano assicurati alla giustizia. La violenza contro le donne continua ad essere radicata in Afghanistan e i responsabili raramente vengono puniti dalla giustizia. Non solo le donne subiscono la violenza per mano dei membri della famiglia per ragioni di conservazione del cosiddetto “onore”, ma spesso le donne devono affrontare le violazioni dei diritti umani derivanti da sentenze emesse da sistemi giudiziari tradizionali. Questi sistemi devono essere riformati e la polizia deve prevenire violenze“.
La polizia locale ha dichiarato che sta indagando sul caso, ma nessuno è ancora stato arrestato per l’omicidio.  
Leggilo

giovedì 16 maggio 2013

13enne uccide la madre dopo aver tentato di stuprarla.La mamma sul suo profilo di Facebook aveva scritto: Sono così orgogliosa di lui! Il tredicenne prima di spararle ha tentato di violentarla


Non sto scherzando affatto. Lei è morta. Ho paura. Ho ucciso la mia mamma con la mia calibro 22. Non so perché l’ho fatto“. Queste le parole che Noah Crooks ha detto al’operatore che ha risposto alla sua chiamata. Lui era un ragazzino di soli 13 anni quando ha ucciso sua madre dopo aver tentato di stuprarla. La vicenda risale all’anno scorso e in questi giorni è cominciato il processo a suo carico.
Il motivo di questa tragedia familiaresembrerebbe sia da ricercare in una punizione che la mamma ha dato a suo figlio. Noah aveva preso un brutto voto a scuola quel giorno e la mamma, la 37enne Gretchen Crooks, aveva deciso che non avrebbe giocato a ‘Call of Duty’, un videogioco a cui Noah amava giocare.
Crooks, ora 14enne, è stato accusato di omicidio di primo grado e di aggressione con l’intenzione di commettere abusi sessuali il 24 marzo 2012. La corte ha sentito Crooks che ha ammesso che è stato a causa del divieto di giocare al suo gioco preferito che ha deciso di aggredire sua madre.  Nella registrazione della chiamata al 911 fatta la notte del delitto nella casa di famiglia a Osage, Iowa, Crooks si sente raccontare all’operatore: “Non sto scherzando affatto. Lei è morta. Ho paura. Ho ucciso la mia mamma con la mia calibro 22. Non so perché l’ho fatto. La polizia accorsa nel luogo indicato da Crooks, ha trovato la donna morta colpita da diversi proiettili. Nel corso della telefonata, durata circa 10 minuti, il ragazzo ripete la sua confessione più volte. “Mi sento pazzo e io so che non lo sono. Credo di avere una qualche forma di ADHD (sindrome da deficit di attenzione e iperattività). Ho cercato di violentarla. Ho cercato di violentarla, ma non ho potuto farlo“, continua a dire il 13enne all’operatore che ascolta scioccato le sue parole. “Chi cerca di violentare la propria madre? La mia vita non vale più niente ora. Vorrei solo che fosse un sogno così potrei svegliarmi e baciarla e abbracciarla“.
Nel corso della telefonata Noah ha anche divagato raccontando che sua madre gli aveva preparato le ciambelle fatte in casa quella sera e ha espresso incredulità sul fatto che l’ha uccisa dopo ciò che lei aveva fatto per lui. Ha poi rivelato che sua madre gli aveva portato via il suo videogame Call of Duty perché aveva preso dei brutti voti a scuola. Ha detto l’operatore del 911: “Qualcosa si è impossessato di me“. Il ragazzo ha poi parlato del fatto che avrebbe dovuto rinunciare al suo sogno di entrare in un buon college e di sposare la sua ragazza conosciuta in terza media.
Il primo giorno del processo a Crooks, mercoledì, i giurati hanno anche ascoltato le testimonianze dello sceriffo della contea di Mitchell, Jeff Huftalin, e dell’agente Greg Halbach, che hanno descritto la scena del crimine: “Il corpo di Gretchen era crivellato di colpi ed è stato trovato disteso per terra. La giacca del suo pigiama era aperta ed era nuda dalla vita in giù, la donna non respirava più“. Gli agenti accorsi sul posto hanno sequestratol’arma del delitto, un fucile calibro 22, che giaceva su una sedia nella sala da pranzo. Halbach ha detto di aver messo lui le manette ai polsi di Noah e di averlo fatto sedere nell’auto di pattuglia. Poi ha aggiunto che l’adolescente non piangeva e non manifestava nessuno stato emotivo. 
L’avvocato di Noah Crooks ha detto che non si può negare che il suo cliente abbia ucciso sua madre, ma lui sostiene che il ragazzo ha subito quello che ha definito un “tumore di rabbia”, che lo ha reso pazzo al momento dell’uccisione. Rivolgendosi alla giuria, l’avvocato ha detto che uno psichiatra infantile può testimoniare che Crooks soffre di disturbo esplosivo intermittente – una malattia mentale caratterizzata da ripetuti episodi di comportamento impulsivo, aggressivo o violento.
La signora Gretchen, sulla sua pagina di Facebook nel 2010, aveva elogiato il figlio per le sue doti musicali con il sassofono e per aver realizzato il suo sogno: essere accettato in una università dello Iowa per imparare il cinese. “Sono così orgogliosa di lui“, aveva scritto. “Fai un clic su ‘mi piace’ se anche tu ami tuo figlio“.
Il processo continua.
Fonte Daily Mirror

12enne accoltella e uccide la sorellina di 8 anni (era la sorellastra)


La polizia ha arrestato il fratello dodicenne di una bambina di 8 anni che è stata misteriosamente accoltellata nella sua casa in una comunità rurale del Nord della California il mese scorso. Il ragazzo, di cui non sono stare rese note le generalità,sabato è stato accusato di omicidio.
Il 27 aprile scorso, l’aggressione a Leila Fowler scosse la comunità di circa 7.400 abitanti e scatenò una massiccia caccia all’uomo. Il ragazzo aveva detto alla polizia di aver trovato il corpo di sua sorella e che c’era un intruso in casa mentre i genitori erano usciti per un impegno. Aveva descritto l’uomo come alto e con lunghi capelli grigi. La polizia notò subito che non c’era alcun segno di effrazione nella casa. Gli investigatori sono andati di porta in porta nelle case della comunità, hanno controllato capannoni di stoccaggio e le scuderie dei cavalli presenti nel territorio collinoso ai piedi delle montagne della Sierra Nevada. Hanno anche controllato in alcuni pozzi delle vicinanze.
Nell’ambito delle indagini, le autorità hanno sequestrato alcuni coltelli dalla casa in cui Leila viveva con il padre, la matrigna e i fratelli per capire se avrebbe potuto essersi auto-inflitta le ferite mortali. Il fratello di Leila è stato preso in custodia sabato pomeriggio e polizia in tutta fretta ha convocato una conferenza stampa per annunciare l’arresto. “I cittadini di Calaveras County, potranno dormire un po’ più tranquilli questa sera“, ha detto lo sceriffo Kuntz. “Le autorità hanno trascorso tantissime ore nell’indagine, al fine di fornire risposte sulla morte di Leila Fowler alla sua famiglia
Kuntz ha aggiunto che l’inchiesta è ancora in corso, e si è rifiutato di fornire ulteriori dettagli. Per diversi giorni dopo l’uccisione, centinaia di persone si sono riunite alla scuola elementare Jenny Lind che Leila frequentava. Sua madre, Krystal Walters, in lacrime ha ringraziato il pubblico per il sostegno.
Il vice Coroner di Calaveras County, Steve Moore, ha detto che la bambina è morta colpita da svariate coltellateNon è stato rivelato quante volte lei è stata accoltellata o dove. Il crimine violento è così raro nella comunità che anche le forze dell’ordine non ricordano l’ultima volta che c’è stato un omicidio nella zona.

mercoledì 15 maggio 2013

Licenziato perché ha un tumore

Troppi giorni di malattia. Il signor Oliviero, che è affetto da un tumore, è stato licenziato.

Nel 2012 il signor Oliviero Biancato, elettricista 52enne di Marcon, era salito alla ribalta delle cronache per aver salvato una donna che voleva suicidarsi dopo aver visto che si era gettata nel Canal Salso. Oliviero stava passando con la sua auto e aveva assistito alla scena: “Ho visto una donna seduta sul parapetto del cavalcavia, l’ho subita notata malgrado stessi correndo in auto. Poi è caduta all’indietro finendo nelle acque del Canal Salso. Mi sono precipitato sulle rive e mi sono tuffato in acqua, così come ero, senza nemmeno togliermi le scarpe“. Questo gesto aveva salvato la vita alla donna.
Ora però il signor Oliviero è nei guai. Questa volta è lui a star male ma per tutta risposta è stato licenziato perché affetto da un tumore e fa troppe assenze. Da giugno del 2012 entra ed esce dagli ambulatori ospedalieri. Il carcinoma per cui era stato operato nel 2005 si è ripresentato e così si è sottoposto a nuovi cicli di cura. “I linfonodi recidivi non si possono più operare, attendo gli esiti dell’ultima tac“, racconta. “Rischia di essere la mia sentenza definitiva. Due diversi tipi di terapia e cinque cicli di chemio non sono bastati, ora sto per iniziare con nuovi farmaci
La Ma.fra di Mestre, ditta specializzata in impianti elettrici industriali, lo ha licenziato e questo non lo ha aiutato certo a stare sereno. “È stato davvero un fulmine a ciel sereno“, spiega il signor Oliviero, “mi avevano sempre detto che non dovevo preoccuparmi e dovevo solo pensare a curarmi. Sono andato ad un incontro in azienda sperando di tornare quanto prima a lavorare e all’inizio mi hanno parlato dell’eventuale riduzione della paga di 35 euro al mese, per motivi economici, poi hanno girato il discorso e mi sono ritrovato in mano la lettera di licenziamento.
Troppi giorni di assenza per malattia, neanche il consulente del lavoro a cui si è rivolto, ha potuto fare nulla: “Hanno operato secondo le prerogative del contratto nazionale dei metalmeccanici: dopo il superamento dei 274 giorni di malattia si può licenziare“, spiega l’uomo. “Però mi sento davvero vittima di questa legge assurda, non sono certo un finto invalido. È sempre stato il mio medico curante a prescrivermi i giorni di malattia, non sono un assenteista, dopo le flebo e i diversi cicli di cure mi tremavano le gambe e non riuscivo a fare niente, non avrei potuto lavorare. Rimanere senza lavoro in questa situazione è mortificante, non so cosa fare. A ottobre mi ero ripresentato e mi avevano obbligato a prendermi le ferie accumulate perché erano in crisi”.
Ora si troverà ad affrontare la sua malattia senza neanche la sicurezza di poter contare sul suo lavoro per potersi pagare l’affitto di casa. Il licenziamento pare sia irrevocabile.

domenica 5 maggio 2013

Muore a 21 anni dopo parto gemellare Edema polmonare, ma procura apre inchiesta.

(ANSA) - IMPERIA, 4 MAG - Una ragazza di 21 anni e' morta all'ospedale di Imperia dopo aver dato alla luce due gemelli, a causa di un edema polmonare acuto subentrato poche ore dopo il cesareo. I due bambini stanno bene. La procura ha aperto un'inchiesta e disporra' l'autopsia. Secondo primi accertamenti la donna ha cominciato a sentirsi male dopo aver abbracciato i neonati. E'la seconda puerpera che muore nel giro di poche ore in Liguria: ieri una donna di 32 anni e' morta insieme al bimbo che portava in grembo.

venerdì 3 maggio 2013

Operaio licenziato si suicida. La famiglia: colpa dello Stato

Ansa:NAPOLI  - ''Da parte della famiglia Carrano: tutto questo a causa dello Stato. Grazie'': lo hanno scritto sui manifesti mortuari i familiari dell'operaio Nicola Carrano, di 62 anni, che si e' impiccato oggi ad Albanella (Salerno).
I manifesti sono stati affissi in paese dai familiari che, dalla lettera, si sono convinti che l'uomo si e' suicidato a causa della mancanza di lavoro. Nicola Carrano era stato licenziato dalla ditta di calcestruzzi per la quale lavorava che era stata costretta a ridurre il personale a causa della crisi ed era poi fallita.
L'uomo, specializzato nella guida di betoniere, aveva cercato un nuovo lavoro, ma senza risultati. Da qualche tempo faceva piccoli lavori nel settore edile in vari cantieri, ma sempre in maniera saltuaria. Di recente era stato sottoposto a un intervento chirurgico e si era progressivamente chiuso in se stesso. Carrano era spostato e aveva tre figli. I funerali saranno celebrati domani a Matinella di Albanella.